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16 Nov 2024 Approfondimenti

Il futuro del collagene è vegetale: efficacia, assorbimento e sostenibilità

Negli ultimi anni, il collagene ha acquisito un ruolo centrale nei settori della nutrizione e della cosmetica, grazie al suo contributo fondamentale nel mantenimento della salute di pelle, articolazioni e tessuti connettivi.

È ormai noto che la produzione endogena di collagene inizia a diminuire già intorno ai 18 anni, con una perdita progressiva che si intensifica con l’età: a partire dai 40 anni, il tasso di riduzione si stima intorno all’1% annuo.

Per questo motivo, negli ultimi tempi, è cresciuto l’interesse verso fonti alternative e sostenibili di collagene, in grado di compensare la diminuzione fisiologica che si verifica con l’età.

Diversi tiipi di collagene

  • Collagene di Tipo I - È la proteina più abbondante nel corpo umano, rappresentando circa il 90% del collagene totale. Si organizza in fibre robuste che costituiscono l’impalcatura strutturale di ossa, pelle, tendini, cornea e, più in generale, del tessuto connettivo. La sua struttura è una tripla elica formata da sequenze ripetute di glicina, prolina e idrossiprolina, con un peso molecolare che può raggiungere i 300.000 Dalton. Il collagene di tipo I di origine bovina è ampiamente utilizzato grazie alla sua elevata biocompatibilità, biodegradabilità e bassa immunogenicità. Tuttavia, circa il 3% della popolazione può sviluppare reazioni allergiche a questo tipo di collagene.

  • Collagene di Tipo II - È il principale costituente del tessuto cartilagineo, un tipo di tessuto connettivo specializzato che riveste e lubrifica le superfici articolari. La sua sintesi avviene principalmente nei condrociti, a partire dagli amminoacidi lisina e prolina. È fondamentale per mantenere l’elasticità e la funzionalità delle articolazioni.

  • Collagene di Tipo III - Si tratta di una proteina strutturale localizzata prevalentemente nei grandi organi cavi, come l’utero, l’intestino e i vasi sanguigni. Spesso coesiste con il collagene di tipo I e contribuisce all’elasticità e integrità dei tessuti molli.

Collagene idrolizzato: forma funzionale e biodisponibile

Il collagene, per essere efficacemente assorbito e utilizzato dall’organismo, viene spesso somministrato in forma idrolizzata, ovvero scomposto in peptidi a medio e basso peso molecolare (circa 3–6 kDa). In questa forma, è più facilmente assimilabile a livello intestinale.

Diversi studi clinici hanno dimostrato che l’assunzione quotidiana di 12 grammi di collagene idrolizzato può produrre effetti benefici su articolazioni e cartilagine, contribuendo alla salute delle ossa e alla riduzione dei sintomi dell’osteoartrite. Per quanto riguarda la pelle, lo stesso dosaggio assunto per almeno 28 giorni ha mostrato miglioramenti significativi in termini di elasticità, idratazione e tonicità.

Da dove proviene il collagene? Le diverse fonti a confronto

Collagene Bovino

Viene estratto principalmente da diversi tessuti connettivi dei bovini, in particolare dai tendini di Achille. Questa fonte è ampiamente utilizzata per la sua composizione ricca di collagene di tipo I, ma presenta alcune criticità legate alla sicurezza, in particolare per il rischio — oggi fortemente contenuto — di trasmissione dell’encefalopatia spongiforme bovina (BSE), più nota come “morbo della mucca pazza”. È comunque considerato una delle fonti più tradizionali e largamente impiegate nei supplementi.

Collagene Porcino

Viene ottenuto per idrolisi dalla pelle del maiale attraverso un processo termico (idroterapico). Il collagene così ottenuto presenta un peso molecolare variabile tra 3.000 e 5.000 kDa, rendendolo adatto per formulazioni ad alta biodisponibilità. Il collagene porcino è strutturalmente simile a quello umano, con buona compatibilità biologica e ampio utilizzo in ambito medico ed estetico.

Collagene Marino

Derivato dalla pelle e dalle viscere di pesci di diversa specie — come merluzzo, tonno o tilapia — tramite un processo di idrolisi termica controllata. A seconda della temperatura e delle condizioni di estrazione, si ottengono peptidi con diversi pesi molecolari, generalmente fino a 3.000 kDa. Il collagene marino è particolarmente apprezzato per la sua purezza, la rapidità di assorbimento e il ridotto rischio allergenico. Inoltre, è considerato una fonte più sostenibile rispetto a quella animale terrestre.

Collagene Vegetale: una forma innovativa per il benessere e la salute della pelle

Il cosiddetto “collagene vegetale” non è una forma di collagene strutturale identica a quella animale, ma è ottenuto attraverso processi biotecnologici — come la fermentazione — a partire da fonti vegetali quali alghe o pareti cellulari di piante. Questa innovativa forma, nota anche come collagene di quarta generazione, presenta una struttura peptidica a basso peso molecolare, che ne favorisce un rapido assorbimento.

Studi condotti sul peptide VC-H1, ad esempio, hanno dimostrato che l’assunzione di 1,5 g al giorno può migliorare l’elasticità cutanea e ridurre la profondità delle rughe, grazie alla capacità di stimolare i fibroblasti e la produzione endogena di collagene.

Inoltre, è particolarmente indicato per chi segue regimi alimentari vegani o vegetariani, essendo completamente privo di derivati animali, e per chi ricerca un’alternativa sostenibile e cruelty-free nel settore della nutrizione e della bellezza.

Il grafico mostra come l’assunzione di VC-H1®, una specifica forma di collagene vegetale, favorisca un netto miglioramento dell’elasticità cutanea rispetto ai gruppi di controllo, confermando la sua efficacia nel supportare la salute della pelle.

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